08/11/2017 15:48

E’ stata denominata Malacarne l’operazione che ha portato quattro responsabili di un’azienda del Pistoiese che si occupa della commercializzazione di carni agli arresti domiciliari. Secondo l’accusa i quattro si sarebbero aggiudicati appalti pubblici di forniture alimentari per diversi milioni di euro, abbattendo i costi somministrando carne potenzialmente nociva per la salute poiché avariata e contaminata da batteri che venivano somministrata nelle mense di 30 tra scuole e ospedali, in Lazio, Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Toscana, e in 13 strutture militari dell’Esercito e dell’Aeronautica militare, due delle quali all’estero. La carne era destinata alle fasce più deboli della popolazione tra cui bambini e degenti di ospedali. Intanto dal Nas di Firenze spiegano che non c’è alcun grave rischio per la salute. “Le carni sequestrate e esaminate – si spiega – non sono risultate tossiche, sarebbero state nocive per la salute solo nel caso di consumo seriale”. Sentiamo Pasqualina Frisio, capitano del comando del Nas di Firenze