14/09/2018 08:22

Migliora la qualità dell’aria ma in Toscana resta preoccupante lo stato delle acque dei fiumi, il 67% dei quali è lontano dalla qualità stabilita dalla normativa europea, e se la qualità della costa è “eccellente” per il 96% del territorio non buono è lo stato chimico delle acque marino costiere.

A dirlo è l’annuario 2018 dei dati ambientali della Toscana, il rapporto annuale dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale toscana (Arpat) che è stato presentato oggi a Firenze nella sede della Regione.

“La Toscana – ha detto l’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni – sta lavorando su più fronti per migliorare lo stato dell’ambiente e con la grande sfida dell’economia circolare. L’agenzia in questo è il nostro riferimento tecnico scientifico e vogliamo consolidare questa collaborazione per far crescere tutto il sistema toscano, che pone nell’ambiente la massima attenzione”.

A entrare nel dettaglio del rapporto è stato Marcello Mossa Verre, direttore generale di Arpat: “Abbiamo una situazione varia, a seconda dell’ambito in cui indaghiamo. Per l’aria, per esempio, c’è stato un miglioramento rispetto agli anni scorsi, salvo qualche criticità sulle polveri sottili nella piana fiorentina e nella piana lucchese, dove anche la meteorologia non aiuta. Sull’acqua invece siamo più preoccupati, perché ancora prima di raggiungere gli standard europei per i fiumi ci vorrà del tempo e un grande lavoro su prevenzioni, depurazione e la massima attenzione ai prodotti, come i fitofarmaci”, sostanze che sono state rilevate in 48 stazioni su 54.  a.c.