12/04/2019 13:38

Fu diviso in due parti nel 1783 dal Granduca di Toscana Pietro Leopoldo, ma oggi, 236 anni dopo, l’Abbazia di San Salvatore e San Lorenzo a Settimo tornano a unirsi in un unico monastero. La riunificazione della Badia a Settimo a Scandicci è stata possibile grazie a Paolo Nocentini, presidente della Savino Del bene, finanziatore del progetto che prevede, dopo i recuperi delle strutture architettoniche, un probabile ritorno di vita monastica nell’antico complesso religioso. L’intervento andrà a sanare la struttura e garantirà un futuro ad un complesso di grande valore religioso-culturale e storico-artistico, premiando gli sforzi dell’Associazione Culturale “Amici della Badia di Settimo”. “Il nostro progetto è di rivitalizzare questa struttura – dice Paolo Nocentini – L’intento è ricreare un luogo aperto, vivo e capace di ospitare di nuovo una comunità monastica e non verrà assolutamente commercializzato a fini di profitto. Per far questo servono fondi, persone di buona volontà, che vogliano fare quello che abbiamo fatto noi”. Il cardinale e Arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori ha sottolineato l’importanza di questa riunificazione, “non solo dal punto di vista architettonico e culturale, ma anche simbolico: unione e dialogo in contrapposizione a separazione e chiusura”.