10/10/2019 14:50

Si estende al mondo del commercio, in particolar modo ai pubblici esercizi, il campo dei controlli per prevenire le infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici nell’area fiorentina: è stato rinnovato oggi il protocollo tra la Prefettura di Firenze, i Comuni della Città Metropolitana fiorentina e le Unioni dei Comuni del Mugello, del Chianti Fiorentino, del Valdarno e Valdisieve e del Circondario Empolese Valdelsa. Fra i presenti alla cerimonia anche il direttore della Dia Giuseppe Governale, e il procuratore capo di Firenze, procuratore distrettuale antimafia, Giuseppe Creazzo. “Il nostro dovere – ha spiegato il prefetto di Firenze Laura Lega – è stringere le maglie, essere accanto ai sindaci, e garantire che soprattutto nei territori ci sia un’asticella più alta di controlli che garantisca ovviamente che la criminalità organizzata non si riesca a insediare”.
Il nuovo articolo 8 del protocollo prevede l’impegno degli enti firmatari a richiedere alla Prefettura le informazioni anti
mafia sui soggetti privati che cedono al Comune le aree di territorio da destinare ad uso pubblico dopo aver realizzato le cosiddette “Opere di scomputo”. Analogo obbligo per ogni singolo atto di concessione edilizia privata per gli interventi che superano i duemila mq, e da parte dei concessionari e/o enti gestori di interventi infrastrutturali di urbanizzazione.
Il nuovo articolo 9 introduce controlli stretti, condivisi tra Prefettura e Comuni, sulle attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, su quelle ricettive, di intrattenimento, di giochi, di raccolta di scommesse, di vendita al dettaglio e all’ingrosso, per intercettare più facilmente i fenomeni di riciclaggio, usura ed estorsione. Nel caso di mancata osservanza delle prescrizioni di legge, si procederà a sospensione o a revoca delle autorizzazioni, fino alla cessazione dell’attività. I Comuni segnaleranno alla Prefettura ogni 4 mesi le variazioni di titolarità delle attività commerciali considerate più a rischio infiltrazione.