15/07/2014 08:12

Sono cinque le offerte vincolanti presentate per diversi asset della Lucchini, ma per la parte più consistente in pole position c’è il gruppo indiano Jindal South West: il colosso dell’acciaio Jsw, di cui è presidente Sajjan Jindal, vuole i laminatoi di Piombino con i servizi accessori, ma anche il complesso Vertek e il 69,27% delle Gsi.

Limitate invece a parti più piccole le altre offerte: Duferco Italia e Feralpi Siderurgica puntano al laminatoio di Lecco; le Acciaierie Venete alla partecipazione del 69,27% del capitale della Gsi Lucchini così come la Steel Mont Limited e la Elti alla sola Vertek Piombino.

Davanti al notaio David Morelli di Piombino non è arrivata invece alcuna offerta di Arcelor Mittal che, tuttavia, ha inviato una lettera dicendosi disposta ad acquistare alcuni macchinari, qualora si rendessero disponibili, in un secondo tempo.

Nel corso del mese di giugno, emissari del gruppo indiano avevano compiuto diverse verifiche a Piombino ed il presidente Sajjan Jindal aveva visto, meno di un mese fa, il premier Matteo Renzi e il governatore della Toscana Enrico Rossi, a dimostrazione dell’interesse fattivo per l’impianto della città portuale toscana.

“Consideriamo l’offerta di Jws una base di partenza”, commenta ora il sindaco Massimo Giuliani che attende dal gruppo indiano un piano industriale per capire se c’è interesse a continuare a produrre acciaio.

Oggi i sindacati incontreranno il commissario straordinario Piero Nardi e poi si terranno, come già previsto, le assemblee di fabbrica.

Al commissario il compito di esaminare nel più breve tempo possibile le offerte vincolanti arrivate e presentare poi un’istanza di aggiudicazione al ministero dello Sviluppo economico che avrà 30 giorni di tempo per esprimersi.

Se non ci saranno intoppi, l’esito potrebbe essere noto prima dell’autunno.  a.c.

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