17/07/2014 08:50

Intoppi, ritardi e un richiamo della Francia sulla rimozione della Costa Concordia dall’isola del Giglio.

Al terzo giorno, le operazioni per il rigalleggiamento subiscono un rallentamento, allungando i tempi dell’intero progetto; anche se, assicurano i tecnici, l’obiettivo resta partire lunedì verso Genova.

Ma scoppia anche un’altra grana, che rischia di diventare un caso internazionale: la Francia chiede garanzie all’Italia sulla salvaguardia ambientale durante il viaggio della Concordia verso Genova e definisce “inaccettabili” le “incertezze” sulla rotta, che dovrebbe passare ad una trentina di chilometri dalla Corsica. Pronta la replica del ministro italiano, Gian Luca Galletti: la Francia stia sicura, le prescrizioni italiane sono “stringenti ed inflessibili”.

I ritardi sono dovuti al fatto che i tecnici devono ‘srotolare’ sott’acqua catene che hanno anelli che pesano ognuno 300 chili, farle passare sotto lo scafo senza danneggiarlo e agganciarle ai cassoni. Qualcuna di queste catene non si è srotolata come previsto e dunque i tempi si sono allungati. Nella notte, tra l’altro, le operazioni sono state fermate per qualche ora a causa del vento forte.

Se siano stati davvero piccoli inconvenienti o se si sia trattato di qualcosa di più serio, lo si saprà meglio oggi, quando dovrebbe iniziare il vero e proprio rigalleggiamento. Un ponte alla volta per far salire la nave di altri 15 metri: un impegno che dovrebbe richiedere 3 giorni.

La buona notizia è che, al momento, non ci sono problemi ambientali.

Meno buone le notizie che arrivano dalla Francia: Sègolène Royal, il ministro dell’Ambiente, rispondendo al sindaco di Bastia Gilles Simoni che mostrava le sue preoccupazioni, è andata giù pesante e ha annunciato di aver chiesto al prefetto marittimo del Mediterraneo e al ministro della Difesa di adottare tutte le precauzioni necessarie.

In particolare il ministro vuole “vigilanza sui tre punti; fornirmi una prova scritta e incontestabile del pompaggio completo degli idrocarburi dai serbatoi” della Concordia; “fornire la prova di assenza di rischi legati ad altre sostanze pericolose (…)” e “l’itinerario preciso del convoglio”. Perché, aggiunge Royal, “circolano molteplici informazioni sulla prossimità del passaggio al largo di Capo Corsica e auspico avere l’informazione esatta, visto che questa incertezza è inaccettabile”. Il titolare dell’Ambiente ha disposto che una nave francese antinquinamento accompagni il convoglio della Concordia per tutto il tratto di mare in prossimità della Corsica e, rivolgendosi direttamente al ministro Galletti, conclude: “fin quando le prove di cui ho parlato non mi saranno comunicate, autorizzare la partenza del Costa Concordia non mi pare pensabile. Sono sicura che il ministro sarà altrettanto attento nel preservare le coste francesi e le coste italiane da un inaccettabile oltraggio all’ambiente”.

E Galletti, in tarda serata ha risposto: “Di una cosa il ministro Royal può essere certo. La sicurezza ambientale del Tirreno sta a cuore prima di tutti a noi, all’Italia, nazione che per quella tragedia ha già pagato un prezzo altissimo”.  a.c.

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