20/02/2020 17:00

La Procura di Lucca ha indagato un’infermiera accusata di aver tenuto la figlia segregata in casa per nove anni, costringendola di fatto ad abbandonare la scuola e impedendole di vedere amici e conoscenti. Alla giovane sarebbero state inoltre somministrate sostanze stupefacenti (oppiacei). L’accusa è di lesioni personali aggravate da maltrattamenti in famiglia. Per l’accusa l’infermiera imponeva alla figlia, che all’epoca dei fatti era minorenne, uno stile di vita e di comportamento che le procurava gravi patologie psicofisiche, costringendola anche a lunghi periodi di ricovero ospedaliero, anche in rianimazione. In questi giorni la vicenda approdata in tribunale a Lucca davanti al giudice per le udienze preliminari, Simone Silvestri. L’udienza è stata subito rinviata. Secondo la madre tutto sarebbe dipeso da una forma di fibromialgia ma, stando ai magistrati della Procura lucchese, i disturbi sarebbero stati provocati da un’intossicazione dovuta a un dosaggio eccessivo di farmaci.