05/05/2020 13:16

Esattamente un mese fa – era il 5 aprile – il governatore toscano Enrico Rossi era all’ospedale di Cisanello per annunciare, assieme al professor Francesco Menichetti, direttore del reparto di malattie infettive dell’Aoup, l’avvio dello “Tsunamy Study”, uno studio sperimentale multicentrico per utilizzare a scopo terapeutico il plasma iperimmune di pazienti convalescenti e guariti dal Covid-19 sui malati critici con polmonite in ventilazione assistita. Oggi, a livello nazionale, si parla di una sperimentazione simile a Pavia e Mantova con già circa cento pazienti trattati; mentre a Pisa siamo ancora ai primi test e si cercano donatori. Ma Menichetti avverte: “Il nostro studio è ben più strutturato” e per questo i tempi previsti sono più lunghi. “Noi ci stiamo muovendo con un approccio molto diverso – ha spiegato il medico -: abbiamo promosso uno studio prospettico controllato che coinvolgerà molti centri della Toscana, poi il Lazio, la Campania, l’Umbria e le Marche, centri clinici e centri trasfusionali. Non abbiamo i numeri che ha Mantova o Pavia, però abbiamo una struttura dello studio che è molto più importante e molto più significativa”. “La nave ha mollato gli ormeggi, siamo proprio all’inizio” ha quindi detto il direttore di malattie infettive di Cisanello, facendo capire che al momento i pazienti trattati con plasma iperimmune sono assai pochi, sia perché per fortuna i pazienti Covid in terapia intensiva sono diminuiti sia perché mancano le donazioni da parte di persone guarite dal virus. Su questa questione Menichetti non nega che lo studio richieda “un forte sollecito alla donazione” e anche il rettore dell’Università di Pisa, Paolo Mancarella, ha lanciato un appello in proposito. “Abbiamo bisogno di donatori di plasma – ha specificato il medico -, che si presentino, se convalescenti da Covid, sia che siano stati diagnosticati sia che non siano stati diagnosticati ma pensino in qualche modo di poterlo aver avuto, senza magari aver fatto il tampone ma sono guariti. Il Centro trasfusionale li valuta e poi, se hanno presenza di anticorpi e se hanno idoneità alla donazione, procede con la plasmaferesi”.