08/05/2020 14:52

Il Coronavirus modificherà la nostra estate. Andare al mare non sarà più come gli anni scorsi, le nostre abitudini saranno cambiate. Per evitare assembramenti e vivere la spiaggia in sicurezza, un gruppo di giovani architetti toscani ha ideato un progetto pionieristico, che va al di là delle immagini dei ‘gabbiotti’ in plexiglass visti di recente sui social. Si tratta di #E-StateInSicurezza, ovvero una fruizione più libera degli spazi della spiaggia pur rispettando le distanze interpersonali. La proposta è stata messa in piedi da otto persone, tutte tra i ventotto e i trenta anni. Provenienti da diverse zone della Toscana, si sono incontrati all’Università di Firenze e hanno incrociato i loro studi e le loro carriere. Si chiamano Andrea Favilli, Antonio Giannetti, Caterina Ghelli, Mirco Guasti, Lavinia Guicciardini Salini, Lucio Innocenti, Tommaso Laezza e Consuelo Rellini. Da loro è partita questa idea che cerca di unire sicurezza, sostenibilità e flessibilità. #E-StateInSicurezza si basa sulla divisione in tre macroaree: ingresso, spiaggia e mare, suddivise a loro volta in compartimenti più piccoli e collegate da percorsi a un’unica direzione. All’ingresso si trova un’area dedicata ai servizi principali: pagamento, bar e soprattutto igienizzazione sia in entrata che in uscita dallo stabilimento. In spiaggia, le file di ombrelloni sono divise da corridoi a unico senso di percorrenza, definiti da pareti di corde che delimitano ma non separano. All’interno delle file, il distanziamento viene garantito da un sistema di pallet. Noi abbiamo intervistato Mirco Guasti