19/11/2020 12:47

E’ stata sua l’idea di proporsi come fattorino per consegnare quest’anno le Stelle di Natale per Ail. Manuel Pasqual da anni testimonial per AIL Firenze ha mostrato ancora una volta la sua grande sensibilità e attaccamento all’associazione, che si occupa di assistere i malati di leucemia, ma che per queste feste, non potendo scendere in piazza con i volontari consegnerà a domicilio le piante acquistate per sostenere l’associazione.

“Quando ho visto la locandine della campagna, dove sono in bicicletta con nel cestino le Stelle di Natale ho proposto subito ai responsabili dell’associazione di fare proprio io alcune consegne su Firenze. Mi è sembrata una buona idea per fare da traino, invitare ancora più persone ad acquistarle. – ha raccontato a Radio Toscana. – I responsabili di AIL sono rimasti stupiti, ma io ci ho sempre messo la faccia, sono sempre stato disponibile e oggi a maggior ragione ho capito che dovevo fare qualcosa in più, dato che a causa del Covid non dobbiamo dimenticare di sostenere quelle associazioni che si occupano di altre gravi malattie. Ci sono tantissime persone che devono essere assistite anche a casa e tutte queste associazioni in questo momento hanno ancora più bisogno di aiuto. Personalmente ho conosciuto Ail quando si sono presi cura del padre di uno dei miei migliori amici con l’assistenza domiciliare. E allora fatevi avanti con la richiesta speciale ‘Promo capitano’ se ordinate almeno 4 Stelle di Natale per AIL vengo a consegnarvele io!”

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La bicicletta per le consegne, ma sempre il calcio nel cuore, Pasqual ex capitano della Fiorentina, oggi opinionista e commentatore tecnico in Rai non poteva non rispondere ad una domanda sul ritorno in panchina di Prandelli ad allenare i viola, alla vigilia del suo esordio. “Penso sia stata una scelta ponderata, dato che l’allenatore Iachini era in discussione, e c’era sicuramente aria di cambiamento, visto quello che si sentiva in città, si parlava solo di un cambio allenatore. Sicuramente Prandelli dovrà prima di tutto cambiare la squadra, perché puoi cambiare allenatore, mettere il migliore al mondo, il Guardiola o il Mourinho di turno, ma se la squadra non cambia atteggiamento, continui a fare fatica”.

 

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