25/11/2020 15:57

All’interno della puntata odierna di Artemio è intervenuto Stefano Sorrentino, ex portiere di Chievo e Palermo e amico di Radio Toscana. Nonostante l’arrivo di Prandelli le cose in campo, almeno per il momento, non sono cambiate. Con Sorrentino abbiamo parlato di questo e dell’esperienza di Iachini sulla panchina della Fiorentina:

“Con Iachini la squadra giocava contro l’allenatore? No, assolutamente, non capita. Quando sei in un momento di difficoltà dove va tutto storto fai fatica a dare il 100% e dall’esterno può sembrare che si giochi contro l’allenatore. Nella mia carriera non è mai successo. Poi alla prima di Prandelli pensavo che qualcosa sarebbe cambiato: di solito, al cambio di allenatore, alla prima partita c’è un risultato positivo, poi magari i problemi di squadra riaffiorano. Ma in questo caso la Fiorentina è sembrata allineata alle prestazioni con il vecchio allenatore. Secondo me c’è un problema di testa più che fisico: Firenze è una piazza che si accende in un attimo ma che ti mette sotto tante pressioni se le cose non vanno bene, anche in questo momento in cui si gioca in stadi vuoti.

Dal  punto di vista della classifica la Fiorentina secondo me ha i punti che si merita. In attacco mi fa strano che non ci sia un calciatore di spessore, ci sono tutti ragazzi molto giovani che non sono mai andati in doppia cifra e qualche giocatore d’esperienza. Poi c’è da dire che nel complesso, tra positivi al Coronavirus, infortuni e stop vari, non abbiamo mai visto una Fiorentina a ranghi completi.

Cambiare allenatore implicitamente dà un alibi ai giocatori. Avere l’allenatore sempre in bilico toglie loro un po’ di responsabilità. Adesso che è stato scelto un allenatore nuovo, quello deve restare fino alla fine, pure se Prandelli le dovesse perdere tutte.

Manca il gruppo? La personalità o ce l’hai o è difficile comprarla, su questo l’allenatore può farci poco.

Iachini? La caratteristica di Beppe è ascoltare tutti ma poi scegliere con la propria testa. Se ha fatto delle scelte impopolari lo ha fatto sempre seguendo questa logica. Secondo me era convinto di continuare a far bene come nell’ultima parte dello scorso anno.

Belotti a Firenze farebbe la differenza? Non lo so, adesso in attacco ci sono dei giovani di valore che però fanno fatica.

Prandelli e la seconda parte di carriera? Con la Nazionale ci ha portato fino in fondo a un Europeo, poi ha cercato qualche esperienza all’estero per avere visibilità internazionale e le cose non sono andate benissimo. va detto che è sempre importante essere al posto giusto nel momento giusto

Ibrahimovic fa ancora la differenza a 40 anni? Non credo sia un problema di ritmi del calcio italiano: di casi come Ibrahimovic ce ne sono uno su un milione e se a 39 anni fa ancora queste prestazioni bisogna solo battergli le mani.

Dragowski? Finalmente è stata fatta una scelta su chi fosse il titolare tra lui e Terracciano. Lo vedo bene.

Scudetto? Il Milan si sta giocando le sue carte anche se non è stato costruito per vincere lo scudetto. Se la giocano Milan, Inter e Juve, mi piacerebbe un finale di campionato all’ultima giornata!

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