22/03/2021 13:59

Tra il 4 e l’11 luglio 1944 in un piccolo comune toscano 192 civili maschi tra i 14 e i 95 anni furono massacrati dalle mitraglie naziste. Molti di loro si consegnarono spontaneamente, certi della propria innocenza. Qualcuno si offrì per salvare gli altri. Alcuni tradirono. Le storie di quei 192 uomini ingiustamente dimenticati dalla Storia rivivono ora nelle pagine del nuovo libro di Filippo Boni, “Muoio per te”.

La partenza è nella primavera del 1996. Giuseppe Boni, 72 anni, macellaio in pensione, sta morendo, vinto da un cancro. Riempie con una certa premura le pagine di un diario che ricompongono una tragedia. Una tragedia di cui lui fu testimone e che solo pochissimi conoscono fuori dal borgo in cui vive. Una tragedia che si è consumata durante una tragedia ancora più grande e che, per questo, è stata dimenticata. La sua memoria va all’estate del 1944, quando compaesani, amici e parenti – il suo stesso padre – vennero rastrellati nelle proprie case, mitragliati e bruciati dai reparti tedeschi della Divisione Hermann Göring. Senza nessuna spiegazione. Senza nessuna giustizia.

E quel diario Giuseppe l’ha voluto consegnare al nipote Filippo. E le emozioni sono davvero forti: