12/04/2021 14:12

E adesso Saman ha trovato anche lavoro. L’ingegnere iracheno che dormiva in una panchina alla Fortezza da Basso di Firenze, la cui storia è stata raccontata sulle pagine del Corriere Fiorentino, non soltanto è stato accolto per due mesi in un albergo del centro cittadino ma adesso è riuscito anche a trovare un impiego, seppure a chiamata. Sarà infatti mediatore culturale per i migranti che provengono dal Kurdistan iracheno. Il merito è della Caritas che si è interessata alla vicenda di Saman fin da subito.

La sua storia andrebbe scritta in un libro: nasce a Kirkuk, in Iraq, la sua famiglia è di fede musulmana ma lui diventa cristiano, e non è facile nella terra martoriata dall’Isis per molti anni. Così, dopo aver studiato ingegneria, lascia il suo Paese per raggiungere l’Europa. Prima Istanbul, in Turchia, dove lavora in una stireria. Poi carpentiere. Dalla Turchia in Ungheria, dove è parrucchiere e addetto alle pulizie nel campo profughi di Bicske. Quindi viene preso a cuore dai parrocchiani di Vac, dove diventa giardiniere. E dove si battezza grazie al sacerdote locale.

Resta in Ungheria fino al 2017, poi qualche mese in Austria, prima di Trieste. Finisce in un centro d’accoglienza per due anni, svolge un tirocinio professionale con mansione di cucitura di vestiti. Ma il tirocinio non sfocia in lavoro. E per lui si apre la strada. E arriva a Firenze, trasportato dal vento del destino. Viene aiutato dai volontari della Croce Rossa di Bagno a Ripoli e dalle unità di strada del Comune di FirenzeLa sua storia finisce sul Corriere Fiorentino e la città si mobilita. Cosa è accaduto ce lo ha spiegato l’autore dell’articolo, Jacopo Storni:

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