21/04/2021 13:17

Il primo tentativo, tre anni fa, non è andato bene. La proposta di variazione del nome del Comune in «Gaiole in Chianti Storico» non è mai arrivata nell’aula del Consiglio regionale, fermandosi alla commissione Affari istituzionali. Il sindaco Michele Pescini però non si è dato per vinto e ora, con il sostegno di tutta la comunità, ci vuole riprovare: «È un impegno che ho preso nei confronti dei miei cittadini. Abbiamo tutte le ragioni per far valere quello è un nostro diritto e che è parte integrante della nostra storia». L’iter è lo stesso del 2018 e Pescini è già stato audito in palazzo del Pegaso per presentare l’istanza. «Per le legge ci sono 9 mesi di tempo perché la proposta venga discussa in Consiglio. Nella precedente occasione non abbiamo saputo più niente. Speriamo che la richiesta vada a buon fine». Dopo l’eventuale via libera del Consiglio, è previsto un referendum tra i cittadini di Gaiole.

Da una parte Gaiole, dall’altra tutti i Comuni che gravitano nell’area del Chianti: i senesi Radda, Castellina e Castelnuovo e i fiorentini San Casciano, Tavarnelle, Barberino e Greve. I secondi qualche anno fa avanzano la volontà di costituire un distretto rurale del Chianti e di candidare l’area a patrimonio dell’Unesco. L’amministrazione Pescini si sfila, perché la parola «Chianti» prende in considerazione un raggio d’azione molto ampio e non mette in risalto l’unica zona, quella del Chianti Classico, che dà poi origine al vino Docg. Al tempo stesso però rilancia, proponendo di riformare la Lega del Chianti, sul modello trecentesco, con Radda e Castellina, per valorizzare la parte «nobile» del territorio. Proposta rispedita al mittente, con i due Comuni decisi a sostenere il progetto di un’alleanza più grande. Nel frattempo, il distretto, pur senza Gaiole, prende forma, mentre per l’Unesco la strada è sbarrata. L’importanza non certo solo campanilistica però ci è stata spiegata direttamente dal sindaco Pescini: