04/11/2021 13:00

L’alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 fa parte di una serie di straripamenti del fiume Arno che hanno mutato, nel corso dei secoli, il volto della città di Firenze.

Avvenuta nelle prime ore del 4 novembre fu uno dei più gravi eventi alluvionali accaduti in Italia, a seguito di un’eccezionale ondata di maltempo che causò forti danni non solo a Firenze, ma anche a Pisa e in gran parte della Toscana.

Sentiamo il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, su quali sono le novità in merito agli interventi per il fiume Arno:

Di questi cambiamenti legati all’Arno abbiamo parlato oggi a Radio Toscana perché anche secondo Eraclito tutto cambia continuamente e per questo diceva “non ci bagniamo mai due volte nello stesso fiume perché il fiume scorre di continuo e anche noi cambiamo di continuo”.

Proprio di cambiamenti e di iniziative legate al fiume Arno abbiamo parlato con l’assessore al turismo del Comune di Pisa, Paolo Pesciatini:

La maggior parte delle persone che vivono in città bagnate dai fiumi hanno un rapporto stretto con questo corso d’acqua e la Toscana non fa eccezione: il fiume non è visto solo come un’appendice del paesaggio. Ne fa parte: ci si emoziona a guardarlo, così come se ne ha timore quando piove molto.

Il fiume spesso viene visto come una sorta di via di fuga, ma anche un percorso diverso sul quale ammirare la città da un altro punto di vista.

Simona Baldanzi ha scritto un libro Maldifiume, in cui racconta il suo viaggio da Capo a Bocca d’Arno:

L’acqua del fiume sembra che possa in qualche modo essere contenuta dai suoi argini, ma guai a dimenticare che l’acqua, così come la natura in generale, merita rispetto o si ribellerà con tutta la sua forza.

Perché il rapporto con la natura è fatto di equilibri: va vissuto, ma mai sfruttato.

 

 

 

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