30/11/2021 13:30

Il 30 novembre 1786 la Toscana seppe dare all’Europa un segnale fortissimo in nome dei diritti e della libertà con l’abolizione della pena di morte. Tanto ci piacerebbe se anche oggi dalla nostra regione potesse partire un analogo messaggio forte verso un mondo fatto invece di violenze verbali, di seminatori di odio. La Toscana sarebbe ancora in grado di farsi promotrice di abbattere muri anzichè alzarli? Ne abbiamo parlato con il presidente del Consiglio Regionale, Antonio Mazzeo:

Tema della Festa di quest’anno la lotta ai linguaggi d’odio, così presenti nella comunicazione da social. Dell’importanza delle parole è ben cosciente il direttore del quotidiano La Nazione, Agnese Pini:

Tra le esperienze che in questa giornata sono state portate a testimonianza c’è quella de La Rondine, la cittadella della pace di Arezzo. Tra le iniziative portate avanti c’è anche quella dei corsi dove si insegna la capacità di creare nuove relazioni eliminando i conflitti verbali. Una lezione che dovrebbe essere universale come ci ha confermato chi lavora su questo progetto, Noam Putko:

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