19/02/2022 10:30

Oggi Radio Toscana vi porta alla scoperta di 3 edifici storici da visitare in Toscana:

Eremo Le Celle di Cortona (Arezzo)

Il convento de “Le Celle” costituisce uno dei primi insediamenti francescani scelto e voluto da Francesco di Assisi. Trovatosi a predicare presso Cortona nel 1211, come suo solito, Francesco domandò ed ottenne un luogo nel quale potersi ritirare in preghiera. Un giovane nobile della città, Guido Vagnottelli (che poi diventerà il “Beato Guido”, uno dei primi compagni del Poverello di Assisi) gli offrì quello che agli inizi del XIII sec. doveva apparire un luogo aspro e soprattutto privo di qualsivoglia insediamento umano.

Francesco tuttavia lo scelse per la solitudine che gli donava, ma soprattutto perché particolarmente espre ssivo del suo Signore. Presso il luogo dove ora sorgono “Le Celle”, infatti, egli trovò le vestigia del Redentore: l’acqua, segno di Cristo acqua viva; la pietra, segno di Cristo roccia su cui edificare la propria vita; una fenditura nella montagna, memoria delle piaghe del Signore Gesù, tante volte agognate da Francesco, per rivivere nel suo corpo l’amore che il Signore aveva nutrito e nutre per ogni uomo nella sua passione.

Attualmente il convento de “Le Celle” è stato costituito “casa di preghiera”. Luogo nel quale continuare la secolare tradizione di ricerca di Dio, attraverso l’offerta della propria vita nella semplicità e nella gioia; luogo nel quale cercare di rivivere e di far rivivere un po’ di quella beatitudine che Francesco, 800 anni or sono, venendo dalla paludosa Valdichiana, certamente intravide, guardando una piccola ferita nella roccia, prospiciente un frusciante corso di limpida acqua.

Per saperne di più https://www.lecelledicortona.it/

Cattedrale di San Martino (Lucca)

La chiesa di S. Martino, centro della spiritualità lucchese e tappa fondamentale della Via Francigena, fu fondata nel VI secolo da San Frediano, vescovo originario dell’Irlanda, e già nell’VIII secolo era divenuta cattedrale al posto dell’antichissima SS. Giovanni e Reparata.

Nel corso dei secoli subì vari rifacimenti: nel 1070 il vescovo di Lucca Anselmo da Baggio, già papa Alessandro II, inaugurò alla presenza di Matilde di Canossa il nuovo edificio, che fu poi ingrandito nel XIV e XV secolo e completato nel XVI e XVII secolo con le cappelle del Sacramento e del Santuario.

La facciata romanica colpisce per la sua asimmetria: un’arcata del portico, realizzato nel XII secolo, è più piccola per via del preesistente campanile, alto 60m e dotato di ben 7 campane. Le loggette sovrapposte su colonnine scolpite e istoriate, realizzate a partire dal 1204 da Guidetto da Como, presentano delle tarsie marmoree bicrome. I tre portali sono incorniciati da una ricca decorazione scultorea, tra cui spiccano il Ciclo dei Mesi, le Storie di San Martino e i due capolavori di Nicola Pisano, la Deposizione e l’architrave con Annunciazione, Natività e Adorazione dei Magi. Sul pilastro a ridosso del campanile si trova l’affascinante scultura del labirinto, simbolo legato al tema del pellegrinaggio e per questo presente anche in altre chiese poste lungo la via Francigena.

L’interno a croce latina con tre navate e transetto stupisce per l’atmosfera gotica dell’alta navata centrale che mescolando vetrate istoriate a finti matronei ad elementi sicuramente romanici, crea un insieme particolarmente suggestivo. La chiesa custodisce dei veri e propri capolavori tra cui il monumento funebre di Ilaria del Carretto, la Sacra Conversazione del Ghirlandaio, l’Ultima Cena del Tintoretto e la pala d’altare di Fra’ Bartolomeo. Il vero “tesoro” della cattedrale resta però il Volto Santo, il crocifisso ligneo che la Leggenda vuole scolpito da Nicodemo e dagli angeli e che attraverso i secoli continua a trasmettere con il suo sguardo un forte senso di spiritualità.

Per saperne di più https://www.museocattedralelucca.it/cattedrale-lucca/

Abbazia di Monte Oliveto Maggiore ad Asciano (Siena)

Seguaci dell’ordine dei benedettini, gli olivetani fondarono il loro monastero nel 1313. Il beato Bernardo Tolomei (1272-1348) costituì una comunità religiosa con il nome di Congregazione di Santa Maria di Monte Oliveto, sull’omonimo monte a metà strada tra Siena e Arezzo. Nel 1319 la fondazione ricevette l’approvazione dal vescovo di Arezzo Guido Tarlati e venne inserita nella regola benedettina; l’anno successivo iniziò la costruzione del monastero e nel 1344 la Congregazione olivetana ricevette la conferma da papa Clemente VI. I suoi membri si dedicavano principalmente alle arti al servizio della liturgia. A metà Seicento c’erano sei monasteri olivetani in Toscana.

Per saperne di più https://www.monteolivetomaggiore.it/