03/02/2015 11:39

L’Arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori ha esposto ieri al Consiglio comunale del capoluogo toscano i contenuti del Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace di Papa Francesco incentrato sul grave problema della tratta degli esseri umani. “Quanto varie siano le forme di schiavitù anche oggi emerge dall’elenco che ne fa il Papa – ha detto il card. Betori: ‘lavoratori e lavoratrici, anche minori, asserviti nei diversi settori, in modo formale e informale… molti migranti, che nel loro drammatico tragitto, soffrono la fame, vengono privati della libertà, spogliati dei loro beni o abusati fisicamente e sessualmente… persone costrette a prostituirsi, tra cui ci sono molti minori,… schiavi e schiave sessuali… minori e adulti fatti oggetto di traffico e di mercimonio per l’espianto di organi, per essere arruolati come soldati, per l’accattonaggio, per attività illegali come la produzione o vendita di stupefacenti, o per forme mascherate di adozione internazionale’. È un elenco spaventoso, che denuncia la barbarie di un mondo, le cui radici sono anzitutto in una concezione della persona umana privata della sua inviolabile dignità e considerata come un oggetto, come un mezzo e non come un fine. Ma accanto a questo peccato di fondo il Papa aggiunge altre condizioni che favoriscono il permanere e diffondersi delle varie forme di schiavitù: il mancato accesso all’educazione, le scarse o inesistenti opportunità di lavoro, la corruzione, i conflitti armati, le violenze, la criminalità e il terrorismo. Questi rilievi ci mostrano come le strade che portano a possibili condizioni di schiavitù possono essere anche a noi vicine e di come possiamo rendercene responsabili. ‘Non più schiavi, ma fratelli’: è il grido del Papa che interroga anche le nostre coscienze e istituzioni”.