12/08/2022 08:30

Oggi Radio Toscana vi porta alla scoperta di 3 alberi monumentali nella nostra regione:

 

-Castagno Miraglia

Il castagno Miraglia è un albero monumentale che si trova a Camaldoli, all’interno del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, così chiamato in onore della signora Elena, moglie del commendatore Nicola Miraglia, che alla fine dell’Ottocento fu direttore generale del Ministero dell’Agricoltura. La pianta da tempo è stata circondata da una staccionata in legno per difenderla dai numerosi visitatori e dagli animali selvatici che potrebbero indebolire il suo stato, già fragile. Il castagno presenta un’apertura longitudinale di circa 10 m e profonda 1,5 m nella parte bassa, così grande da ospitare al suo interno in passato addirittura un tavolo! Camaldoli è il “cuore” delle Foreste Casentinesi, in provincia di Arezzo, un luogo spirituale immerso in quei grandi e antichi boschi di abete e faggio creati e curati dagli stessi monaci fin dall’XI secolo. Camaldoli significa quindi fede, natura, storia, arte con i dipinti di Giorgio Vasari nella Chiesa del Monastero. Una zona naturalistica che può offrire un mix di aspetti che rendono particolarmente interessante questo luogo. I castagneti di Camaldoli per secoli hanno rappresentato un insostituibile approvvigionamento alimentare per i monaci ed oggi sono luogo di fresco relax in estate e di ricerca di prelibate castagne in autunno.

 

-Quercia delle Streghe

La Quercia delle Streghe è un albero monumentale di Capannori, in provincia di Lucca. Si tratta di un esemplare di roverella, la specie di quercia più diffusa in Italia. La Quercia delle Streghe si trova nel parco di villa Carrara a Gragnano, un minuscolo borgo lungo la Via Francigena, nel comune di Capannori. Il possente albero vanta una età approssimativa di 600 anni, ha un’altezza di 15 metri, un tronco dalla circonferenza di circa 4 metri ed una chioma di oltre 40 metri di diametro, misure che consentono alla quercia di essere classificata seconda in Toscana per dimensioni. La particolarità di questa pianta è la tendenza ad espandere la chioma in direzione parallela al terreno cosa non comune in questa specie. La Quercia delle Streghe è attualmente in buone condizioni, nonostante alcune brutte avventure capitate negli anni. Durante la seconda guerra mondiale, la quercia fu individuata dai tedeschi come legna da ardere, ma poi il progetto di abbattere l’albero monumentale fortunatamente sfumò grazie alla mobilitazione degli abitanti di San Martino in Colle. In seguito negli anni Sessanta l’albero fu colpito da un fulmine che gli causò importanti danni. Negli ultimi anni ha subito danneggiamenti delle radici per colpa dei troppi visitatori che hanno calpestato il terreno intorno alla pianta, quindi avvicinatevi con rispetto. La leggenda narra che l’espansione della chioma in senso orizzontale sia dovuta al fatto che un gruppo di streghe solesse ritrovarsi sui rami della quercia, da cui il nome Quercia delle Streghe e che questo abbia causato tale insolito sviluppo dei rami. Questa quercia è proprio quella sulla quale il burattino Pinocchio venne impiccato dagli assassini, che lo volevano derubare, nel famoso episodio del racconto de Le avventure di Pinocchio.

 

-Cipressi di San Quirico

I cipressi di San Quirico d’Orcia si trovano su una collinetta che domina da sud un tratto della Via Cassia che attraversa la parte settentrionale del territorio comunale di San Quirico d’Orcia, in località “I Triboli”. I cipressi di San Quirico appartengono al gruppo di 55 piante toscane inserite dal ministero delle Politiche agricole nel primo elenco di alberi monumentali italiani che si contraddistinguono per l’elevato valore biologico ed ecologico o per importanza storica e culturale che rivestono in determinati contesti territoriali. I cipressi rappresentano il simbolo naturalistico e paesaggistico, non solo del comune e della zona in cui sono situati ma anche dell’intera Toscana. Si tratta di due distinti gruppi di alberi, che si trovano isolato su dolci colline di modesta altura e prive di altri tipi di vegetazione di alto fusto. Il primo gruppo di cipressi formano un piccolo e folto boschetto, mentre il secondo gruppo di cipressi si trova lungo una strada bianca che conduce ad un podere. Entrambi i gruppi di cipressi si trovano su un gruppo collinare che divide la val d’Orcia dalla valle dell’Ombrone verso la quale sono rivolti. Per raggiungere i cipressi in macchina mettetevi sulla Cassia e dirigetevi a sud di San Quirico d’Orcia. Pochi chilometri dopo aver lasciato la cittadina avvisterete, sulla vostra sinistra, il gruppo di cipressi. Giunti in cima alla collina verrete ripagati da un meraviglioso panorama. Poco distante dalla zona dei cipressi di San Quirico si trova un altro elemento iconico della toscanità. Si tratta della cappella della Madonna di Vitaleta, immancabile nelle fotografie della Val d’Orcia!